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Nella festa dell'Immacolata del 1913 fra Giacomo visse un'esperienza spirituale che segnò l'inizio della sua conversione. L'episodio descritto nel Diario avvenne in casa della zia Caterina ed ebbe un seguito nel santuario della Madonna della Pieve, a Corticelle (Bs). L a vigilia dell´Immacolata del 1913 m´ero recato a Corticelle per visitare l´anziana zia Catenina, alla quale ero affezionatissimo. Vi andai per trovare conforto dallo smarrimento che provavo: avevo già 34 anni e la mia vita era un nulla. Percorrendo solingo la strada che da Bagnolo conduce a Corticelle, provavo nel mio intimo un tale strazio da sentirmi male. Passai la notte in casa di una cugina. La mattina dell´otto dicembre tornai dalla zia, che mi aspettava. Era tanto buona, mi voleva bene. Quando eravamo ragazzi, di frequente ci veniva a trovare a Brescia e poiché eravamo orfani, portava sempre con sé un po´ di farina bianca e gialla perché facessimo la polenta e la minestra: temeva che avessimo a patire la fame. Era in età avanzata, era povera, poverissima e da tanti anni vedova. Arrivato a casa sua, mi diede una scodella di caffè. Io sentivo in me lo strazio morale che mi opprimeva. Quella mattina ella parlò per prima e io piansi tanto. La zia mi confortò e mi disse di rivolgermi alla Madonna della Pieve o alla Madonna delle Grazie. Ma la Madonna mi consolò già quella mattina. Io non sono degno di scrivere queste righe, lo faccio per obbedienza. Mi sedetti e mangiai. Eravamo soli. Finito, stavo per andarmene, misi la mano nella saccoccia per dare alla zia qualcosa e le diedi una lira. Eravamo in piedi. Ad un tratto la zia pronunciò sopra di me la sua benedizione. La guardai, la fissai, restai stupito: i suoi occhi erano pieni di lacrime che scendevano dal viso e cadevano fino a terra. In quel momento la Santissima Vergine ha voluto consolarmi, ha ottenuto dal Signore un singolare favore. Vidi la Vergine in alto. Lei mi guardava con affetto, ma i miei peccati si struggevano d´amarezza. Contemplavo il cielo che faceva corona attorno a Lei, l´Immacolata Concezione. Piangevo di tutto cuore: ero il più peccatore di tutti i peccatori! Però, in fondo al cuore una forte speranza nasceva in me di innalzare gli occhi e le braccia a Colei che era Madre, benché io fossi stato un figlio ingrato. Lasciandosi l´anima mia a tale speranza, mi prostrai innanzi ai piedi materni di Maria e qual figlio colpevole le esposi il dolore delle mie colpe. La Madonna mi abbracciò. ero indegno, lo so. Una voce dal cielo mi scosse, apersi gli occhi: vidi, vidi, Gesù; si, Gesù venire in cerca di me. Nel vedermi non aperse la bocca, non un lamento, non una parola, non un rimprovero. Mi venne appresso, mi sollevò, mi accarezzò, mi bagnò il viso di lacrime. Lo chiamavo con il dolce divin nome. Egli mi prese, mi coprì con il suo manto, mi strinse al suo seno sempre più forte. Nel pomeriggio, tornando a Brescia, dicevo al Signore: "Solo a Te mi rivolgo, solo Tu puoi innalzarmi con l´infinita tua potenza. Con tutta la mente, con tutto il mio cuore, con tutto me stesso intendo fare ciò che mi ispirerai" (Autobiografia 1933) |
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