Le prime tappe della causa di Canonizzazione
di fra Giacomo Bulgaro (1879-1967)
29 giugno 1982
La comunità religiosa del convento San Francesco di Brescia rivolge domanda
ufficiale al Definitorio della Provincia Patavina per dare avvio al processo
canonico sulla eroicità delle virtù praticate da fra Giacomo Bulgaro.
8 luglio 1982
Il Capitolo provinciale della Provincia Patavina approva all'unanimità
la richiesta dei frati di Brescia.
1985
Il Vicepostulatore per le Cause dei Santi, p. Bernardino Bordin, raccoglie
nuove testimonianze sulla vita e le opere di fra Giacomo e le pubblica
in dattiloscritto.
1986-1988
P. Renato Belluzzo, del convento di Brescia, fotocopia i numerosi scritti
di fra Giacomo e poi li trascrive dattiloscritti.
11 aprile 1986
Il Definitorio Generale dell'Ordine approva la richiesta di introdurre
la causa di canonizzazione.
6 dicembre 1986
Il Ministro generale domanda al vescovo di Brescia di introdurre il processo
diocesano.
20 aprile 1989
Il vescovo di Brescia, mons. Bruno Foresti, firma l'editto di introduzione
della causa di fra Giacomo.
Vengono nominati gli officiali:
- p. Onorio Pontoglio OFM., giudice delegato
- p. Giambattista Silini, giudice aggiunto
- p. Olindo Baldassa OFMConv., procuratore di giustizia
- don Angelo Marini, notaio
- p. Marco Tasca OFMConv., notaio aggiunto
17 novembre 1989
In vescovado, alla presenza di mons. Bruno Foresti e del Postulatore dei
Frati Minori Conventuali, prende avvio l'inchiesta diocesana.
1 dicembre 1989 - 13 dicembre 1990
Si tengono 39 sessioni di inchiesta, tutte, tranne una, nel convento
San Francesco di Brescia.
Il vescovo nomina censori teologi p. Roberto Bozzolan OCS. e p. Terenzio
De Poi OFMConv., con l'incarico di esaminare gli scritti editi del
Servo di Dio.
Nomina poi censori teologi sugli scritti inediti p. Angelo Lanfranchi
OCS. e p. Apollonio Tottoli OFMConv.
I testimoni citati sono 73; circa la metà religiosi o sacerdoti, gli
altri laici e alcuni parenti di fra Giacomo.
8 marzo 1991
Gli atti dell'inchiesta e tutta la documentazione vengono consegnati al
vescovo di Brescia.
22 marzo 1991
Il vescovo di Brescia convoca in episcopio la solenne sessione di chiusura dell'inchiesta.
Gli originali degli atti vengono sigillati e vengono conservati
nella Curia diocesana di Brescia.
A Roma sono stati inviati il "Transunto", fedele trascrizione
degli atti e, in duplice copia, tutto il materiale dell'inchiesta.
27 novembre 1992
Il Prefetto della Congregazione per le Cause dei Santi, card. Angelo
Felici, firma il decreto sulla validità dell'inchiesta diocesana.
Quindi la causa viene affidata al Relatore p. Gerolamo Fokcinski Sj. che,
per lo studio, si avvale prima della collaborazione dell'avv. Dante
e poi del dott. Filippo Marino Cavalleri.