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Dopo la sua morte fu conosciuto il Diario che, per ordine del
padre spirituale, fra Giacomo aveva scritto a partire dal 1933.
Il Diario è costituito da 159 quadernetti scolastici, composti
nell'arco di quasi quarant'anni. I primi quaderni raccontano la storia
della sua vita e della sua vocazione. In seguito fra Giacomo descrisse
solo il dialogo quotidiano che intratteneva con le voci interiori da cui
si sentiva guidato. Molti quaderni sono andati perduti, anche perch?
era sua abitudine consegnare al superiore ogni quaderno appena finito.
P. Renato Belluzzo, vicepostulatore della causa di beatificazione di fra
Giacomo, ne curò la trascrizione dattiloscritta in dieci volumi.Il contentuto del Diario di fra Giacomo lascia una profonda impressione. Da una iniziale perplessità, il lettore è trasportato alla convinzione d'avere in mano la storia di un uomo che giorno dopo giorno s'infiamma al contatto con Dio, sempre più amato, sempre più imitato. In nessuna pagina fra Giacomo si attarda su sentimentalismi e fantasiose visioni. La sua fede e la sua pietà furono robuste e solide, basate su serie catechesi. Scriveva quanto gli suggeriva una "voce" interiore e poi domandava che lo scritto fosse letto dal padre spirituale. Il Signore, la Madonna, alcuni santi e talvolta l'angelo custode dialogavano con lui. I messaggi sono sempre e solo indicazioni di vita spirituale, privi di ogni contenuto che possa solleticare la curiosità o suscitare meraviglia, disarmanti per normalità e semplicità.
Negli ultimi otto anni di vita, passati nel silenzio della sua cella
conventuale in balia degli acciacchi della vecchiaia, i suoi scritti
divennero sempre più contemplazione ripetitiva dell'amore di Dio. La lingua utilizzata nel Diario è povera e scadente, piena di errori e di forme dialettali. Fra Giacomo aveva potuto concludere solo la terza elementare, praticamente non conosceva la punteggiatura e le doppie. Tuttavia la sua penna è capace di comunicativa vivida, di poesia, di originalità. La sua spiritualità è radicalmente francescana, imperniata sull'amore al Signore che per nostro amore si è annientato, è vissuto nascosto e poverello, ha patito ingiustamente. Anche fra Giacomo, come san Francesco, fu attratto dal mistero della "ch?nosis" di Cristo, la sua sofferenza vissuta nell'obbedienza al Padre. Per seguire Gesù, volle imitarlo soprattutto nel nascondimento, nel servizio indefesso e amoroso, nella rigida povertà, nel sorriso e nella benevolenza donati a tutti. Nel proposito di imitare in tutto Gesù, fra Giacomo ebbe per ideale e guida la Vergine Maria, alla quale si rivolgeva con l'affetto di un bambino verso sua madre. Pagine significative tratte dal diario spirituale del servo di Dio |