Una vita "come Maria"

Nel suo diario spirituale fra Giacomo ricorda le prime preghiere, il Pater e
l'Ave Maria, recitate sulle ginocchia della mamma. Racconta che nella
prima infanzia si inginocchiava passando davanti a qualche icona della
Madonna e la salutava con effusione. Prendendo esempio dai suoi genitori,
fin dall'infanzia fra Giacomo maturò un legame dolce e personale con Gesù e
Maria. Poi, nella giovinezza, fece l'esperienza del distacco dal Signore: per
lunghi anni abbandonò la pratica religiosa, cercando consolazioni nel peccato.
Nella festa dell'Immacolta del 1913 - ormai trentaquattrenne - avvenne la
sua conversione. Da Brescia, dove abitava, era andato al paese natale
di Corticelle per visitare l'anziana zia Caterina, che da anni
pregava per la sua conversione e alla quale era molto affezionato.

Quel mattino le parole e le lacrime della zia scossero la coscienza
di Giacomo che, dopo averla salutata, entrò nel vicino
santuario della
Madonna della Pieve, un'antica chiesetta fuori dal paese, avvolta
nella quiete della campagna.
Lì Maria lo aspettava. Ebbe la percezione
di vederla mentre sorridente gli andava incontro. Giacomo cercava
di nascondersi, vergognoso del suo stato di impurità e di ingratitudine.
Ma
la Madonna continuava ad avvicinarsi con atteggiamento materno e
poi
lo abbracciò. Provò un grande pentimento per la sua vita dissoluta
e formulò il proposito di rimettersi sulla via del Signore. Nel
pomeriggio tornò a Brescia e il mattino seguente riaprì la bottega,
ormai deciso a vivere secondo il vangelo.
Dal giorno dell'abbraccio materno,
Maria divenne la guida spirituale
di fra Giacomo. Con Lei parlava ogni giorno, esattamente come un
figlio a sua madre. Nel diario, ripetutamente fra Giacomo la definisce
sua
"guida" e sua
"maestra";
è Lei la
"mano" che lo conduce a Gesù ed è la
"voce" che lo istruisce su quanto il
Signore vuole.
"Un giorno la mia Mamma mi ha consegnato il suo cuore perch? io avessi sempre
a guardarlo, in ogni occasione. Che cosa ne ho fatto? Certamente ho fatto
di tutto per non amareggiarlo. Quante lezioni, nella mia mente, vengono
dal cuore della mia Mamma! Quanta pazienza, quanta umiltà, quanta bontà,
quanta dolcezza, quanto ritiro da ogni tumulto, quanta rassegnazione e carità".
(Diario, 18.8.1956)
Giorno dopo giorno fra Giacomo volle imitare Maria, la sua donazione
al Signore e il suo umile servizio al prossimo; volle in tutto fare
"come Maria".
Le sue giornate erano ritmate dalla
"voce" della Madonna, quotidiane ispirazioni
registrate nel diario e da lui amorosamente seguite come indicazioni per
il suo cammino di santità.
"Mamma, istruiscimi tu!",
leggiamo di frequente nel diario. La risposta di Maria è sempre puntuale,
come la seguente:
"Fa' con amore tutto quello che fai" (11.4.1956).
Oppure, in data 28.7.1957:
"Figlio, sii docile alle ispirazioni che il
Signore ti dà; sii sottomesso a tutti i tuoi superiori, facendo tutto ciò
che ti viene detto e dando a Dio la gioia del tuo amore".
Un'altra frase sintetizza un'esortazione ben ribadita nel diario:
"Adesso fa' questo fino a domenica, dopo ti dirò ciò che dovrai fare.
Figlio, il Signore ha fatto tutto per te; tu cerca di fare tutto per
Lui". (12.3.1956)
Alla
"scuola" di Maria, fra Giacomo
imparò sempre più ad amare il Signore. Un giorno le disse:
"Mamma, tu vedi ciò che passa nel mio cuore. Voglio dare tutto a Gesù
ma tu, se vedi in me qualche imperfezione, ammoniscimi affinch? io
sia completamente di Gesù. Mamma, io sarò sempre obbediente ai tuoi
ammaestramenti e consigli". (6.3.1956)
Tra Maria e fra Giacomo il dialogo fu incessante, al punto che nel diario
un giorno la Madonna afferma:
"Io posso ben dire che non ho mai parlato così tanto come a te, figlio". (19.4.1959)
In tali conversazioni Maria insegnava, consolava e talvolta suggeriva delle
brevi preghiere:
"Cominciando da domani, dirai con amore questa preghiera fino al sabato santo" (25.3.1956)
Altrove fra Giacomo registra la seguente invocazione, che gli è stata dettata:
"O Madonna, fa che tutti i miei fratelli arrivino a dirti: Mamma, io ti
amo; e siano tutti uniti nell'amore". (14.4.1959)
Quattro mesi prima di morire, fra Giacomo scrisse nel diario:
"Come sono contento, o Mamma, che mi hai condotto a Gesù!".
A cinquant'anni, appena entrato in convento, era venuto a conoscenza della
fondazione della Milizia dell'Immacolata da parte di p. Massimiliano
Kolbe e s'era subito iscritto all'associazione. In chiesa e
nella portineria ebbe occasione di promuoverne lo spirito, come
ricordano alcuni testimoni del processo diocesano e alcuni sacerdoti che
da chierici frequentavano il convento per confessarsi.
Tra le carte di fra Giacomo è stato rinvenuto un foglio con
l'elenco di tutte le feste mariane, comprese le memorie devozionali
meno note: era solito solennizzarle con preghiera e penitenza.
Chi l'ha conosciuto, ricorda la corona del rosario sempre stretta
tra le sue mani scarne, specie negli anni dell'infermità.
Dal giorno della conversione, quelle mani s'erano aggrappate a Maria.
Fra Giacomo era convinto che non ci fosse miglior ricetta spirituale
di quella seguita dalla Madonna.
"Vivere come Maria"
fu perciò il suo proposito.